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Prossimo avversario: Atletico Roma La
Lodigiani muove i primi passi nel '72: un campetto
di periferia, una rete di recinzione a groviera,
una piccola costruzione da adattare a spogliatoio.
Comincia così l'avventura. Sembra ieri, sono
passati più di trent'anni! Una bella favola
diventata realtà per caso, per permettere a un
gruppo di dipendenti dell'omonima società di
costruzioni di partecipare a uno dei tanti tornei
che affollano le notti estive romane. Giuseppe
Malvicini, che si innamora subito dell'idea, getta
le basi per un'organizzazione unica nel suo genere
che inizia il suo lungo percorso vincendo il
torneo Sacop, appunto nel '72 e l'anno successivo
il Giovanni XXIII. Malvicini si appassiona e
decide di continuare. Rileva il titolo di seconda
categoria e due anni dopo quello di Promozione
della Maiacat. Dal 1974 la Lodigiani disputa
cinque campionati con alterne fortune, ma intanto
comincia a gettare le basi del settore giovanile.
La sede al “Francesca Gianni”, un impianto nel
cuore di San Basilio, una delle tante borgate
dormitorio che circondano Roma, diventa un
riferimento per centinaia di giovani, che trovano
in questa società l'ambiente ideale per crescere
prima come uomini e poi come calciatori. Nel
1978-79 la svolta: via Scaratti, vecchia bandiera
giallorosa, in panchina arriva Mastrantonio,
considerato un “mago” nei campionati dilettanti.
Manca la promozione di un soffio, ma
l'appuntamento con la serie D (l'attuale
Campionato Nazionale Dilettanti) è appena
rinviato. La stagione successiva si trasforma in
una galoppata vincente verso la D. L'impatto con
la nuova serie si rivela meno facile del previsto.
Mastrantonio salta, la squadra è affidata a Guido
Attardi, tecnico aquilano con illustri passati
alla Lupa Frascati. Il cambio al timone ottiene
l'effetto sperato: la Lodigiani disputa un girone
di ritorno a tutto gas e conclude al terzo posto.
Malvicini capisce che è arrivato il momento giusto
per tentare un nuovo salto in alto: conferma
Attardi in panchina e, grazie anche ai consigli di
Rinaldo Sagramola, nominato tre anni prima
direttore sportivo e poi promosso vicepresidente,
prepara una squadra competitiva. Tanto competitiva
che centra un fantastico en-plein, conquistando
nella stessa stagione la promozione in C2 con un
campionato sempre condotto al vertice e la Coppa
Italia Dilettanti al termine di una selezione
massacrante, a cui prendono parte oltre seicento
squadre. È il 1983, sono trascorsi appena undici
anni, e la Lodigiani cambia di nuovo pelle: lascia
da dominatrice il pianeta dilettanti ed entra nel
mondo professionistico. Ma non tradisce la sua
filosofia di base: i giovani restano il suo vero
tesoro. Anzi, Malvicini impegna ancora più mezzi
per il vivaio. E i risultati, la lunga lista di
giocatori lanciati in serie A e B, danno ancora
una volta ragione al manager piacentino. Circa
quattrocento ragazzi iscritti, dodici squadre
partecipanti ai vari campionati federali, decine
di allenatori professionisti, istruttori Isef,
osservatori che eseguono centinaia di incontri per
segnalare gli elementi più interessanti, centri
pilota sparsi in tutta la regione e gestiti al
cinquanta per cento con le società locali che
possono disporre anche della consulenza tecnica e
atletica da parte della società madre. Si spiega
così lo scudetto conquistato con i Giovanissimi
nel 1984, il trofeo Berretti vinto due anni dopo,
la finalissima sfiorata con la Primavera nel
1990-91. Uno sforzo finanziario notevole per
Malvicini che, dal dicembre 1989 può contare
sull'aiuto di Enrico Borgia, che diviene
presidente della Lodigiani Calcio. Borgia, un
manager di successo in campo imprenditoriale,
ambizioso, trasmette il suo entusiasmo a tutto
l'ambiente, contribuendo in maniera determinante
al salto di qualità della società. E non solo per
l'aspetto finanziario. Da sempre amico di
Malvicini, lo ha prima affiancato timidamente per
poi prendere saldamente in mano le redini della
società. Grazie proprio a questo binomio vincente
a giugno del '92 la società capitolina centra la
fantastica promozione in C1, in coincidenza con il
ventennale della fondazione. Dopo quegli anni di
grande splendore arrivano momenti difficili per la
società biancorossa che perde nel 1999 i suoi due
condottieri: Malvicini e Sagramola. Malvicini
decide di cedere la proprietà della società al
gruppo Longarini; Rinaldo Sagramola va a ricoprire
l'incarico di Direttore Generale del Vicenza
Calcio. Inizia un periodo di grande difficoltà nel
quale la Lodigiani è costretta a subire due
retrocessioni consecutive. Il resto è storia
recente. Nel settembre del 2003, alla guida del
Club subentra il Gruppo Cisco con la ferma
determinazione di rinverdire gli antichi fasti
creando il binomio Cisco Lodigiani.
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